Karaage – pollo croccante alla giapponese Recipe

Il karaage è composto da bocconcini di pollo marinati in salsa di soia e zenzero, passati nell’amido e fritti fino a doratura. In Giappone finiscono nelle scatole bento, sui tavoli delle feste e nei bar come stuzzichino da birra. Il sapore ricorda un incrocio tra i nuggets e le alette di KFC, ma con un marcato aroma di soia e zenzero.

Il karaage è un tipico stuzzichino dei bar izakaya giapponesi e dei pranzi casalinghi, spesso servito con limone e maionese. In Giappone si mangia anche freddo nei bento, dove i bocconcini di pollo restano comunque croccanti.

Il karaage unisce la croccantezza del fritto alla marinatura intensa di soia e zenzero, grazie alla quale anche piccoli bocconi di pollo risultano estremamente saporiti. L’uso dell’amido di patate crea una crosta leggera e super croccante, tipica dei locali giapponesi.

Perché questa versione funziona

  • Il rapporto tra salsa di soia e mirin dona un gusto deciso da izakaya senza bisogno di aggiungere altro zucchero.
  • Un velo sottilissimo di amido, ben scrollato, rende la panatura leggera e fa sì che non si stacchi dalla carne.
  • Controllare la temperatura dell’olio con la “briciola di impanatura” rende facile friggere anche senza termometro.
  • Friggere in piccole porzioni, senza affollare la pentola, evita che il pollo assorba olio e garantisce una doratura uniforme.
Karaage – pollo croccante alla giapponese

Consigli dello chef

Taglia i pezzi di pollo con un po’ di irregolarità: le parti più sottili diventano extra croccanti, mentre quelle più spesse restano succose. Prima di friggere, elimina bene l’eccesso di marinata, altrimenti l’olio schizzerà di più e la panatura non sarà uniforme.

Come servire

Servi il karaage con riso bianco e insalata di cavolo alla giapponese per un pasto completo, oppure in un panino morbido con maionese e insalata come street food. È perfetto anche in una scatola bento insieme a riso, sottaceti e verdure saltate.

Attenzione a

  • Non buttare in olio i pezzi ancora umidi di marinata: l’amido si trasformerà in una pastella appiccicosa che tenderà a staccarsi.
  • Se l’olio “mormora” appena e non sfrigola chiaramente, aspetta ancora: se è troppo tiepido, il pollo assorbirà il grasso.
  • Se la panatura diventa subito molto scura nel giro di un minuto, il fuoco è troppo alto: abbassalo per permettere alla carne di cuocere bene all’interno.

Sostituzioni

  • Puoi sostituire le cosce con il petto di pollo, accorciando la frittura di 1–2 minuti e controllando che l’interno resti solo leggermente elastico.
  • Al posto del mirin usa un cucchiaio di vino bianco o acqua con 1/2 cucchiaino di zucchero, per ottenere una leggera nota dolce.
  • L’amido di patate può essere sostituito con amido di mais: la panatura risulterà un po’ meno piena di bolle, ma comunque croccante.
Tempo di Preparazione
20 min
Tempo di Cottura
20 min
Tempo Totale
40 min
Porzioni
4

Ingredienti

  • sovracoscia di pollo disossata senza pelle o con pelle, a piacere - 500 g
  • salsa di soia - 3 cucchiai
  • mirin - 2 cucchiai
  • aglio grattugiato o tritato molto finemente - 2 spicchi
  • zenzero fresco grattugiato - 1 cucchiaio
  • amido di patate per impanare - 6 cucchiai
  • olio vegetale per frittura profonda, la quantità dipende dalla dimensione della pentola - 700 ml
  • limone tagliato a spicchi per servire - 0.5 pezzo
  • lattuga iceberg per servire, facoltativa - 4 foglie
Ingrediente Principale: pollo

Preparazione

  1. Taglia il pollo in bocconcini di 3–4 cm, eliminando i pezzi di grasso visibili. Cerca di ottenere pezzi di dimensioni simili, così dopo la frittura saranno tutti ugualmente succosi.
  2. In una ciotola mescola la salsa di soia, il mirin, l’aglio e lo zenzero finemente grattugiati. Aggiungi il pollo e mescola con cura, “massaggiando” la marinata nella carne finché ogni pezzo sarà ben ricoperto e leggermente appiccicoso.
  3. Copri la ciotola e mettila in frigorifero per almeno 20 minuti, meglio per 1 ora. Dopo la marinatura la carne dovrebbe scurirsi per via della salsa di soia e avere un profumo intenso di zenzero e aglio.
  4. Versa l’olio in una pentola o padella profonda fino a uno strato di 4–5 cm e inizia a scaldarlo a fuoco medio. In un piatto fondo metti l’amido di patate, sbriciolando gli eventuali grumi con le dita finché sarà fine come una polvere.
  5. Togli il pollo dalla marinata e scuoti leggermente ogni pezzo per eliminare l’eccesso di liquido. Passa i pezzi nell’amido in uno strato sottile, premendo bene perché aderisca, quindi scuoti l’eccesso: la superficie deve essere asciutta, opaca e uniformemente bianca.
  6. Controlla l’olio: getta un pizzico di amido o un piccolo pezzo di pollo. Se inizia subito a sfrigolare intensamente e risale rapidamente in superficie, la temperatura è giusta (circa 170–180 °C). Se le bolle sono lente e pigre, scalda ancora un po’.
  7. Immergi la prima porzione di pollo (i pezzi non devono toccarsi) e friggi per 4–5 minuti. All’inizio non mescolare, finché la panatura non si sarà “sigillata” e non apparirà asciutta; poi gira i pezzi ogni minuto finché saranno dorati e sodi al tatto.
  8. Quando, tagliando un pezzo di prova, la carne all’interno è completamente bianca e succosa, togli i bocconcini con una schiumarola e mettili su un piatto coperto con carta da cucina. Se ti piace un gusto più deciso, salali leggermente subito.
  9. Prima di ogni nuova porzione, lascia che l’olio torni alla temperatura giusta: deve tornare a sfrigolare vivacemente quando immergi un pezzo. Se l’olio è troppo scuro o inizia a fumare, abbassa il fuoco e aspetta qualche istante.
  10. Servi il karaage ben caldo su foglie di lattuga, con spicchi di limone da spremere subito prima di mangiare. La crosta dovrebbe rimanere croccante anche dopo qualche minuto nel piatto e fare un “clic” netto quando la mordi.

Conservazione

In frigorifero: 2 giorni
Congelamento:

Il karaage avanzato è più buono se lo riscaldi in forno caldo o in friggitrice ad aria, così torna croccante. Conservalo in frigorifero, ben coperto, per 1–2 giorni; non riscaldare più di una volta.

Ricetta inviata da Marek, proprietario del sito

Il karaage è uno di quei piatti che sembrano complicati ma, una volta provati, entrano facilmente nel repertorio di tutti i giorni. La marinata è molto semplice, e la differenza la fa soprattutto la temperatura dell’olio e la pazienza nel friggere a piccole dosi.

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