Kalamaria tiganita – calamari croccanti alla greca con limone Recipe
Anelli di calamaro delicati in una panatura sottile e croccante: un classico spuntino sul mare greco, servito in quasi ogni taverna sul litorale. Si mangiano soprattutto come meze, cioè piccolo piatto da condividere a tavola, con tanta scorza di limone. Il sapore ricorda le fritture di pesce dei chioschi sul Baltico, ma è più leggero e agrumato.
Questi calamari sono la quintessenza del meze di mare greco: panatura sottile e croccante, interno morbido e, immancabile, tanto limone appena spremuto. Diversi dalle fritture di pesce pesanti del Baltico, sono più delicati, leggeri e agrumati, così che se ne possono mangiare davvero molti. È proprio quel sapore che si ricorda dalla prima visita in una taverna affacciata sul porto.
Consigli dello chef
La chiave è asciugare i calamari molto accuratamente: se sono umidi, la panatura si staccherà e l’olio schizzerà. Friggili per poco tempo, massimo 1,5–2 minuti, finché sono solo leggermente dorati; se iniziano a scurirsi è segno che il fuoco è troppo alto o la frittura troppo lunga e la carne diventerà gommosetta. È bene setacciare la farina e scuotere l’eccesso dagli anelli, così la panatura resta sottile e croccante, non pesante.
Come servire
Servi i calamari subito dopo la frittura, con abbondante limone e una salsa allo yogurt e aglio o tzatziki. Si abbinano perfettamente a un bicchiere di vino bianco ben freddo, una birra leggera o una limonata analcolica alla menta – proprio come in una taverna sul mare. Sono lo stuzzichino ideale per una serata “tapas greche” con gli amici, insieme a olive, peperoni arrostiti e pane pita.
Ingredienti
- calamari - 500 g
- farina di frumento - 80 g
- fecola di patate - 20 g
- limone - 1 pezzo
- sale - 0.75 cucchiaini
- pepe - 0.25 cucchiaini
- paprica dolce - 0.5 cucchiaini
- olio per friggere - 600 ml
- prezzemolo tritato - 1 cucchiaio
Preparazione
- Se i calamari sono surgelati, scongelali completamente e asciugali bene con carta da cucina. Taglia i tubi di calamaro ad anelli spessi circa 1 cm.
- In una ciotola mescola la farina di frumento, la fecola di patate, il sale, il pepe e la paprica. Prepara un piatto rivestito di carta da cucina per scolare i calamari dopo la frittura.
- In una padella profonda o in una casseruola scalda l’olio a circa 170–180°C. Se non hai un termometro, getta un piccolo pezzo di pane: dovrebbe dorarsi in circa 40–50 secondi.
- Passa accuratamente gli anelli di calamaro nella miscela di farine, scuotendo l’eccesso in modo che lo strato sia sottile.
- Friggi i calamari in più riprese per non abbassare troppo la temperatura dell’olio. Immergili con cautela nell’olio caldo e friggili per 1,5–2 minuti, finché sono leggermente dorati e croccanti. Non friggerli troppo a lungo, altrimenti diventeranno gommosi.
- Togli i calamari fritti con una schiumarola e mettili sul piatto preparato con carta da cucina, per assorbire l’olio in eccesso.
- Taglia il limone in spicchi. Cospargi i calamari con il prezzemolo tritato e servi subito, con gli spicchi di limone da spremere sopra.
Conservazione
I calamari fritti sono migliori appena fatti, ma se avanzano conservali in frigorifero in un contenitore senza schiacciarli troppo. Per ridare croccantezza, riscaldali brevemente in forno caldo o in friggitrice ad aria; evita il microonde, che li rende gommosi.